Il Professore Giorgio Nardone illustra le conseguenze della pandemia per il comportamento umano nell’ebook promosso da Consulcesi

Giorgio Nardone, psicoterapeuta ed esperto di disturbi fobico – ossessivi, ha fornito il suo contributo alla stesura dell’ebook “COVID – 19 – Il virus della paura”, promosso e lanciato dal pool legale Consulcesi, da anni al fianco di medici e dell’intero personale socio – sanitario. All’interno dell’ebook, disponibile sul sito internet  www.covid-19virusdellapaura.com/ebook/  al costo di 4,99 euro e i cui proventi saranno devoluti alla Protezione Civile, il dottor Giorgio Nardone fornisce un focus sulle conseguenze che la pandemia da COVID – 19 e il conseguente isolamento potrebbero avere sulla mente delle persone. Infatti, seppur si sia entrati nella fase 2 e c’è un accenno di ritorno alla normalità, per molte persone non sarà facile ripartire e dimenticare i lunghissimi giorni di solitudine, angoscia e paura. Il dottor Giorgio Nardone afferma: “A cambiare sarà lo stesso nostro concetto di <<normalità>>”, poiché spiega ancora Nardone “angoscia, ipocondria e disturbi ossessivo-compulsivi saranno le conseguenze principali dopo la quarantena da coronavirus”. Il primo riscontro che lo specialista ha rilevato in molte persone è un consistente aumento dei livelli di ipocondria, causata principalmente “dalla difficoltà di individuare un mezzo efficace nella battaglia contro il coronavirus. La pericolosità intrinseca di questa situazione potrebbe portare a una serie di comportamenti patologici”. Dunque, molti potrebbero esagerare con le pratiche di igiene personale o cadere vittima di disturbi ossessivo – compulsivi, per cui le persone potrebbero vivere con l’incubo costante di contrarre l’infezione, tendendo a sviluppare “tutta una serie di rituali finalizzati a evitare o gestire eventi, situazioni, stimoli o più in generale oggetti che, agli occhi di chi soffre, possono essere portatori di germi, malattie e infezioni”. Inoltre, il dottor Nardone spiega come il cervello umano, poi, si adatti immediatamente ai cambiamenti e alle nuove situazioni, accettando l’attuale stato di cose come “normalità”. Dunque, normalità sarà la distanza, l’uso ancora più massiccio dei social per restare in contatto. Anche l’isolamente e la solitudine saranno la nuova normalità, perché appariranno come le situazioni più sicure per proteggere sé stessi e la propria salute. Il dottor Giorgio Nardone, psicoterapeuta e specialista in disturbi fobico – ossessivi, individua la necessità di ricorrere a terapie mirate per la risoluzione degli eventuali problemi psichiatrici sorti nel post COVID – 19 per affrancare il paziente dai comportamenti viziosi di un’estrema cura dell’igiene e della pulizia. Tuttavia, il dottor Nardone si mostra ottimista e afferma che “nella maggior parte dei casi, anche la più ostinata delle ossessioni e delle compulsioni può essere vinta”. E, in merito, fornisce anche la soluzione più opportuna, suggerendo di definire nuovamente “la situazione e creando ad hoc una serie di concrete esperienze emozionali – correttive, che liberino il paziente dal suo sistema percettivo – reattivo rigido e auto – alimentante”. Il primo passo per superare le ansie e i disturbi che possono conseguire da questo periodo di isolamento è di certo l’allontanamento dalle false notizie, nutrendo mente e corpo di un’informazione corretta, adeguata, sicura e soprattutto sana. 

Consulcesi & Partners avvisa medici e personale sanitario: attenzione all’uso di strumenti digitali nel rapporto con i pazienti

Il pool legale Consulcesi & Partners, da anni al fianco di camici bianchi e dell’intero personale sanitario, lancia un monito sui rischi legati all’uso di messaggi, videochiamate e app per gestire il rapporto con i pazienti. A tal proposito, Consulcesi & Partners afferma: “Il rischio per i professionisti sanitari è molto alto perché loro sono i depositari dei cosiddetti dati sensibili che secondo il Regolamento generale per la protezione dei dati GPDR sono sottoposti a tutela particolarmente severa”. Infatti, nel corso dei giorni più caldi della pandemia da COVID – 19, si è registrato un uso rilevante di webinar, come pure un ricorso continuo a consulti telefonici e online. Di certo, si tratta di modalità in grado di rendere più elastico e diretto il rapporto tra medico e paziente, saltando le noie della burocrazia e i problemi connessi ai tempi di attesa. Tuttavia, l’uso della tecnologia per mantenere il contatto tra medico e paziente nasconde insidie importanti, in relazione ai dati personali e sanitari della persona curata, se non si presta attenzione al loro uso e trattamento. Informazioni quali sesso, età, religione e dati sanitari rappresentano dati sensibili molto delicati, che meritano un’attenta tutela Ciro Galiano, esperto in Privacy e Digitale e legale per il team Consulcesi & Partners, spiega le conseguenze a cui la classe medica potrebbe andare incontro: “In caso di errato trattamento dei dati, le sanzioni potrebbero arrivare fino 20 milioni di euro o, se superiore, fino al 4% del fatturato globale”. L’avvocato Ciro Galiano, naturalmente, esclude che ciascun medico rischi di toccare cifre di questo tenore, perché si tratta di una previsione di massima. Tuttavia, l’avvocato Ciro Galiano evidenzia che, accanto alla multa, il medico rischi una citazione per risarcimento danni da parte del paziente, oltre che le sanzioni da parte degli Ordini professionali. Purtroppo, le app, i mezzi di comunicazione in tempo reale e di messaggistica istantanea, se da un lato rendono più plastico e veloce il rapporto medico – paziente, dall’altro rischiano di portare importanti conseguenze in tema di privacy del paziente, oltre che alterare il segreto professionale a cui il medico è tenuto in seguito al giuramento di Ippocrate. 

Quando si parla del digitale, la situazione si complica di più, perché entra in gioco l’azienda che fornisce il servizio e che non sempre garantisce ampia trasparenza per quanto riguarda il trattamento dei dati, soprattutto se si fruisce di piattaforme gratuite. I dati diffusi dall’Osservatorio Federprivacy affermano che l’Italia è la prima in Europa per il numero di multe, che sono risultate essere 410 milioni nel corso dell’anno 2019. In particolare, il 44% dei casi ha riguardato un illecito trattamento dei dati, mentre il 18% delle questioni ha riguardato un insufficiente uso delle misure di sicurezza. Infine, il 9% dei casi sanzionati ha riguardato una mancata o inadeguata informativa sul trattamento dei dati, mentre nel 13% dei casi si è riscontrato un non rispetto dei diritti degli interessati. I dati di WhatsApp appartengono a Facebook e si memorizzano automaticamente sui server extra UE, trasgredendo le norme previste nel GDPR in tema di trattamento dei dati e in vigore dal maggio 2018. Infatti, il paziente ha diritto ad essere informato e i suoi diritti devono godere del massimo rispetto. Pertanto, Consulcesi & Partners ha stilato un piccolo elenco di consigli per medici e personale sanitario, affinché non rischino di violare la tutela della privacy degli utenti, anche usando tecnologie, app e sistemi di messaggistica istantanea. Infatti, il medico sarà tenuto a mettere in pratica la nuova informativa per la tutela dei dati, aggiornare i documenti in tema di rispetto della privacy e del consenso informato, verificare la conformità dei programmi fruiti, il corretto funzionamento dei sistemi di protezione da virus e l’adeguatezza dei documenti, soprattutto in riferimento alle questioni afferenti alla modalità di trattamento dei dati personali e della prestazione del consenso informato. Inoltre, ancora il team legale Consulcesi & Partners consiglia ai medici e al personale sanitario di usare app di messaggistica istantanea specificatamente dedicate all’uso professionale e di prestare attenzione alla diffusione di consigli medici mediante social, attivando in modo adeguato le diverse opzioni legate alla privacy.

Pool Consulcesi promuove telemedicina per i malati cronici

Dietro all’emergenza COVID – 19 si nasconde un’altra emergenza, più pericolosa e silenziosa, quella che accomuna i malati cronici. Stando alle statistiche, il 40% della popolazione che è affetto da una malattia cronica e il 20% da due o più patologie rientra in una fascia d’età compresa i 45 e gli 85 anni. E proprio questa categoria di malati è rimasta tagliata fuori da ospedali e ambulatori nel corso della fase più acuta della pandemia. Infatti, lo scoppio ed il protrarsi del virus in Italia ha fatto “dimenticare” le altre patologie, portando alla differita, alla diminuzione o all’annullamento di interventi chirurgici e delle visite di controllo. I malati racchiusi in queste cifre soffrono maggiormente di diabete, malattie immuno – reumatologiche, dermatologiche e di scompenso cardiaco. Un grande sostegno potrebbe essere la telemedicina, un valido ausilio per questa categoria di malati, al fine di far precipitare una situazione clinica di per sé già compromessa o, comunque, molto pericolosa. La situazione è stata portata alla luce già qualche tempo fa. Nel frattempo, in Liguria è stata rivolta un’interrogazione al presidente della Regione Toti, al fine di sollecitare la predisposizione di locali presso le Asl di locali adibiti alle attività di televisita e teleconsulto medico – sanitario, proprio a favore dei malati affetti da patologie croniche. L’iniziativa ha trovato il plauso di Andrea Tortorella, Amministratore Delegato del pool legale Consulcesi, da anni punto di riferimento per medici e operatori socio – sanitari. A tal proposito ha affermato: “È importante avviare una cultura della telemedicina, oltre che ovviamente a dotare di infrastrutture adeguate le Asl e le sedi sanitarie”. All’elogio per l’iniziativa, l’Amministratore Delegato Andrea Tortorella ha fatto seguire un monito importante. Quest’ultimo, infatti, ha sottolineato come “la conoscenza dei medici e degli operatori sanitari degli strumenti principali della medicina è ancora scarsa”, evidenziando che “un medico su cinque non supera il corso ECM attivo da un anno sulla piattaforma Consulcesi”. Pertanto, per supportare e completare la formazione dei professionisti  in ambito socio – sanitario, Consulcesi Club, con il supporto di Provider Sanità In – Formazione, ha messo a disposizione un ebook, dal titolo “E-Health il futuro dell’assistenza sanitaria”, fruibile anche secondo le modalità di un corso ECM. Il progetto è finalizzato alla formazione dei medici e degli operatori socio – sanitari, oltre che delle persone comuni che desiderano approfondire alcune tematiche del settore. Infatti, questo ebook risulta utile per completare la formazione in un contesto, come quello sanitario, sempre in evoluzione e per rendere più efficace l’uso delle apparecchiature tecnologiche. Soprattutto su questo secondo versante, diventa fondamentale la preparazione del personale, poiché il corretto uso delle diverse apparecchiature può avere ricadute positive sulla salute del paziente, soprattutto per quella categoria di persone che hanno difficoltà a raggiungere il medico o a poter usufruire i servizi base. Formarsi attraverso il progetto “E-Health il futuro dell’assistenza sanitaria” vuol dire soprattutto cercare di comprendere le criticità che possono limitare il percorso di crescita del sistema socio – sanitario italiano. Inoltre, permette di comprendere quali possono essere le minacce provocate dal cyber – spazio e che potrebbero avere un’influenza negativa sul corretto funzionamento dei servizi più tecnologici e che fanno ricorso alla robotica, all’Intelligenza Artificiale e alla Telemedicina. Si tratta di tecnologie che potrebbero, infatti, mettere a rischio la tutela dei dati sensibili dei pazienti.  “E-Health il futuro dell’assistenza sanitaria”, il progetto – corso Ecm di Consulcesi Club, appartiene ad una serie di corsi utili al rafforzamento e all’approfondimento delle conoscenze in campo medico – sanitario, reperibile presso il sito www.consulcesi.com

Vitamina D, un’alleata da ritrovare con il sole

Dopo queste lunghe settimane trascorse chiusi in casa in quarantena, moltissimi italiani hanno visto il sole soltanto dalla finestra. I più fortunati da terrazzi o giardini. Insomma non a sufficienza da fare il pieno di vitamina D, una preziosa alleata per il nostro organismo. Mai come quest’anno, quindi, moltissimi nostri connazionali potrebbero riportare carenze della cosiddetta vitamina del sole da richiederne l’assunzione per vie eccezionali. «Tramite l’alimentazione e, in alcuni casi, con appositi integratori», spiega Silvia Migliaccio, segretario generale della Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione e professore associato dell’Università del Foro Italico di Roma. «In generale, la nostra principale fonte di vitamina D sono i raggi solari, qualcosa a cui ci siamo potuti esporre poco in queste settimane», spiega l’esperta, tra le protagoniste della nuova collana formativa ECM sul Covid-19 di Consulcesi, in particolare nei corsi su «Nutrizione ai tempi del coronavirus». Il perché la vitamina D sia fondamentale per la nostra salute è presto detto. «La vitamina D svolge diverse importanti funzioni a livello del nostro organismo», dice Migliaccio. «Innanzitutto, aiuta a far assorbire il calcio che introduciamo con gli alimenti da parte dell’intestino. Poi aiuta – continua – i processi di mineralizzazione a livello scheletrico, prevenendo il rachitismo nell’infanzia e l’osteomalacia negli anziani. Inoltre, dati recenti mettono i bassi livelli di vitamina in correlazione con una minore risposta immunitaria, con alterazione dell’omeostasi dei glucidi (cioè con una ridotta capacità di rifornire il tessuto nervoso di una adeguata quantità di glucosio), con la ridotta funzionalità muscolare negli anziani, con la predisposizione per alcune tipologie tumorali. Da qui nasce la necessità di portare la «vitamina del sole» sulle nostre tavole o, sotto consiglio medico, di reperirla in farmacia. «La vitamina D è contenuta soprattutto in alimenti grassi quali salmone, sgombro e tonno», spiega Migliaccio. «La possiamo trovare anche nell’olio di fegato di merluzzo, nel tuorlo d’uovo, nel burro e, in generale, nei formaggi più grassi. Tuttavia, la quantità contenuta in questi alimenti – prosegue – è relativamente bassa, e nei casi di deficienza l’alimentazione non riesce a sopperire alle necessità dell’organismo. In questi casi è utile fare ricorso ad un integratore che permetta di ripristinare i normali valori ematici. Le modalità d’integrazione possono essere mediante il colecalciferolo o mediante il calcifediolo, che possono essere assunti con diverse posologie». In generale, sarà da valutare in ogni singolo individuo l’eventuale necessità di integrare specifici nutrienti. «La buona notizia è che se l’alimentazione durante la quarantena si è mantenuta corretta ed equilibrata, seguendo lo schema della dieta mediterranea e quindi con 5 porzioni di frutta e verdura (con un introito calorico adeguato alle necessità dei singoli individui) non si dovrebbero manifestare carenze specifiche né di sali minerali né di vitamine», specifica Migliaccio. «Inoltre, una graduale ripresa dell’attività fisica all’aperto, aiuterà a ripristinare la massa muscolare che purtroppo è stata poco sollecitata», conclude. 

Allergia o Covid? Nel dubbio, la mascherina aiuta

La stagione pollinica è solo all’inizio e, in contemporanea con la pandemia, i sintomi potrebbero mettere in ansia molti pazienti. I dispositivi di protezione individuale tornano utili in ogni caso. Ne parliamo con l’allergologa Francesca Lintas 

Sintomi che possono indurre a confusione, un possibile calo dei casi grazie al lockdown, e le mascherine utili anche contro i pollini. In piena primavera è il momento delle allergie, e AGI ha fatto un punto con gli esperti per capire come sarà la stagione al tempo del coronavirus. A partire dalle mascherine: “Usarle non aiuta solo a prevenire la diffusione del nuovo coronavirus, ma può essere uno strumento utile per ridurre l’esposizione pollinica delle persone che in questo momento soffrono di allergia”, spiega Francesca Lintas, specialista in Allergologia e Immunologia presso la Clinica Villa Pia Roma. “La stagione pollinica – riferisce – è iniziata come ogni anno. Solo che in questa primavera i pazienti sono più allarmati: raffreddore, starnuti, naso chiuso e tosse mettono in ansia per via del rischio contagio da coronavirus”. Mai come quest’anno, quindi, seguire la giusta terapia è fondamentale. 

“La terapia porta a un miglioramento dei sintomi e quindi dirime ogni dubbio e tranquillizza i pazienti”, sottolinea Lintas. “Inoltre, tenere a bada i sintomi significa non starnutire o tossire continuamente in presenza di altre persone. Questo significa non creare – continua – agitazione negli altri e allo stesso tempi aiutano l’allergico a non toccarsi gli occhi, in caso di congiuntivite, naso o bocca e ridurre il rischio di rimanere contagiati”. 

Come distinguere i sintomi 

Confondere l’allergia con il Covid-19 può essere comune, specialmente nei bambini. ”In questo periodo – dice Catello Romano, pediatra-allergologo e docente nel corso di formazione professionale ECM di Sanità In-Formazione per Consulcesi Club sulla pneumo-allergologia pediatrica ai tempi del coronavirus – si confondono i sintomi da allergia respiratoria con la ben più temuta sindrome respiratoria acuta severa da infezione da CoV-2. Questo perché in Italia la fase epidemica è coincisa con il periodo primaverile”. 

Tuttavia, i sintomi possono essere facilmente distinguibili. “Assenza di tosse e difficoltà respiratoria improvvisa fanno la differenza tra allergia al polline e Covid-19”, precisa Lintas. Probabilmente questa particolare stagione primaverile potrebbe avere avuto un impatto sulle allergie al polline. Tanto che l’Osservatore Paidoss ha lanciato un’indagine sull’argomento che coinvolge circa 7mila pediatri e i cui risultati verranno pubblicati a breve. 

“La vita di migliaia di bambini e adolescenti è cambiata in maniera radicale dopo la chiusura delle scuole e l’appello a restare a casa”, dice Giuseppe Mele, presidente Paidoss e presidente della Società italiana medici pediatri (Simpe). “Le allergie respiratorie potrebbero aver subito dei cambiamenti dovuti alla mutata esposizione agli agenti patogeni, alla riduzione dell’inquinamento ambientale e alla rimodulazione dell’offerta sanitaria con la diminuzione delle prestazioni ambulatoriali. Ed è proprio da questa analisi di cambiamento – continua – che Paidoss ha deciso di approfondire il tema delle allergie al tempo del coronavirus per aggiungere informazioni preziose alla conoscenza di tali patologie”. 

Tra gli aspetti più interessanti, lo studio andrà ad analizzare se si è verificato, da quando è iniziata la pandemia da Covid-19, un aumento o una diminuzione delle richieste di visite o una minore aderenza alle cure per paura di effetti collaterali dei cortisonici inalatori. Attraverso un questionario di 10 domande si chiederà a circa settemila pediatri (aspettativa di risposta circa 1000 pediatri) se hanno notato un aumento o diminuzione della sintomatologia da rinite allergica o se essi hanno ritenuto opportuno modificare l’approccio terapeutico alle malattie allergiche respiratorie. Si cercherà di capire se la pandemia da coronavirus abbia dato un impulso positivo alla telemedicina e ai consulti medici a distanza. 

Pool legale Consulcesi lancia progetto formativo su COVID – 19: saranno gli operatori medico – sanitari a scegliere il titolo

Massimo Tortorella, Presidente del team legale Consulcesi, da sempre garante per la tutela e la formazione dei professionisti del settore medico – sanitario, ha lanciato un sondaggio online, finalizzato alla scelta del titolo del progetto formativo a cura di Cosulcesi. Il progetto formativo consta di un docufilm, un libro ed un corso di formazione ECM FAD sul Coronavirus. Le proposte per il titolo sono molteplici: Psicovid-19”, “Covid-19 – Psicosi virale”, “Covid-19 – Il virus della paura” e “Infodemia la paura del contagio”. E Massimo Tortorella, Presidente di Consulcesi, afferma che la scelta spetta a chi “è il prima linea”. Il progetto formativo del pool legale Consulcesi è finalizzato alla formazione degli operatori sanitari e alla lotta contro le false notizie sulla pandemia sia nell’online, che nei media; l’obiettivo è la creazione di un modello internazionale, che evidenzierà come gestire al meglio il rapporto medico – paziente dal punto di vista psicologico. Massimo Tortorella, Presidente del pool legale Consulcesi, ha spiegato in cosa consiste il docufilm: “L’intreccio narrativo seguirà i principali aspetti messi in luce dal virus, con una particolare evoluzione sia dal punto di vista medico-scientifico che sociale seguendo l’arco temporale dall’esplosione dell’epidemia in Cina fino alla diffusione pandemica con diversi focolai nel mondo che hanno prepotentemente stravolto la vita di tutti noi”. 

Inoltre, il Presidente di Consulcesi, Massimo Tortorella ha sottolineato come le caratteristiche simboliche proprie della comunicazione cinematografica, l’uso delle tecnologie più innovative (soprattutto la realtà aumentata) e la possibilità di raggiungere un importante numero di utenti mediante la Formazione a distanza saranno gli elementi più importanti, consentiranno di approfondire “gli aspetti psicologici legati alla paura del contagio, alla base di psicosi di massa, alimentate da fake news, teorie complottiste e inclinazioni mentali amplificate dall’uso distorto di web e social”. Infine, la struttura del film ha trovato spazio anche all’interno di un libro dedicato all’argomento. Tortorella ha sottolineato che  la scelta del titolo di questo importante progetto formativo spetta agli operatori medico – sanitari  perché “questo progetto formativo è destinato a loro, alla loro formazione e a quella dei loro colleghi in tutto il mondo. Per questo crediamo che possano indirizzarci verso la scelta più adatta per il titolo che è l’elemento fondamentale». 

E’ possibile partecipare online al sondaggio, attraverso i canali social: https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:6645651721890603008/; https://www.facebook.com/ConsulcesiClub/photos/a.199260273817297/796268784116440/; https://www.instagram.com/p/B91XGzMCr-m/

Andando nel dettaglio, il docufilm sarà curato dalla regia di Christian Marazziti, che si era già occupato di “E-bola” e di “Sconnessi” ( che trattava le dipendenze da internet), e di Manuela Jael Procaccia, sceneggiatrice specializzata in produzioni medico-scientifiche. Durerà 40/50 minuti, con una struttura narrativa, che  alternerà interviste di approfondimento scientifico di ricercatori ed esperti a fasi di pura fiction, al fine di raccontare al meglio gli eventi della pandemia. La fruizione dei docufilm è gratuita, semplice e veloce. Il docufilm è dedicato principalmente alla formazione degli operatori sanitari, ma sarà aperto anche ai pazienti, caratterizzato da parti condivise e settori differenziati a seconda del pubblico. In questo progetto formativo diventa importante la comunicazione – verbale e non – tra il medico ed il paziente. L’insegnamento che afferisce all’area prettamente medica diventa più agevole, grazie alla presenza di un Paziente Virtuale, con cui l’allievo potrà interagire, usando un computer per ottenere la storia clinica, effettuare un esame obiettivo e prendere decisioni sulla diagnosi e sulla terapia. Il progetto di Consulcesi ha il supporto scientifico di professionisti ed istituzioni, tra cui gli esperti dello “Spallanzani”. Il Corso, inoltre, permetterà di approfondire eziologia, epidemiologia, ciclo replicativo, patogenesi, sintomatologia, diagnosi, terapia e profilassi del virus. Il progetto formativo sarà supportato dai contributi del prof. Massimo Andreoni (Direttore Scientifico SIMIT) e di Giorgio Nardone (Link Campus University – Psicoterapeuta). Quest’ultimo si occuperà di comunicazione medico-paziente e delle psicosi di massa collegate a queste particolari pandemie. Trattandosi di questioni di interesse nazionale per l’Educazione Continua in Medicina, la Commissione nazionale ECM ha deciso che i corsi afferenti a queste aree tematiche potranno erogare un numero di crediti/ora maggiore rispetto ad altre esperienze formative. Vedi anche: Massimo Tortorella Wiki.

Consulcesi Tech e Link Campus University promuovono il primo master in “Blockchain ed economia delle criptovalute”

La tecnologia blockchain è diventata una priorità strategica per le aziende. A confermare il trend è stata un’indagine di Deloitte del 2019, che ha passato in rassegna 1386 aziende in 12 paesi, tra cui Cina, Germania, Israele, Canada e Stati Uniti. Infatti, dall’indagine è emerso che molte aziende fanno richiesta di figure specializzate ed emerse con la digital trasformation, che sta interessando molto comparti e settori, quali giornalismo, trasporti, cibo, diritto d’autore, senza dimenticare anche quello legale e del voto elettronico. Nonostante l’elevata domanda, queste nuove figure professionali, dotate di competenze nella gestione delle nuove sfide imposte dal mercato digitale, sono difficili da reperire. Per ovviare a questa penuria, molti paesi hanno organizzato corsi universitari e formazione post – universitaria; in Italia, invece, l’iniziativa tarda a prendere inizio. Così, al fine di colmare questa lacuna anche in Italia, Consulcesi Tech e Link Campus University lanciano il primo Master per neolaureati e professionisti che desiderano formarsi nel settore Fintech per poter operare nel mondo finanziario e delle criptovalute. Il Master Mba, sostenuto dal team Consulcesi Tech e da Link Campus University, consente una formazione modulare, attraverso una piattaforma di e – learning, in cui gli interessati possono scegliere i contenuti più funzionali per la propria crescita professionale. E – learning e formazione a distanza che, proprio in questo momento segnato dall’epidemia del Coronavirus, hanno evidenziato il loro potenziale in termini di efficacia e validità dell’apprendimento online. Si tratta di modalità convenienti soprattutto per chi lavora e ha poco tempo per acquisire nuove competenze, in modo pratico e personalizzato e potendo contare su figure professionali di livello. E’ Gianluigi Pacini Battaglia, Amministratore Delegato di Consulcesi Tech, a sottolineare l’importanza del master in Mba in modalità e – learning: “In un ambiente in continua e rapidissima evoluzione è necessario introdurre un nuovo approccio allo studio delle potenzialità della tecnologia Blockchain con un approfondimento multidisciplinare a livello sia tecnologico che economico”. Oltre alla fruibilità su una piattaforma a distanza, Gustavo Mastrobuoni della Link Campus University ha evidenziato come i contenuti del master siano prodotti in italiano e in inglese e ha precisato che “il percorso del master parte da un’ottica macroeconomica generale, per concentrarsi poi sulle potenzialità di sviluppo della Blockchain nei settori della sicurezza, della pubblica amministrazione, dell’intelligence e degli aspetti giuridici legati alla privacy”. Gustavo Mastrobuoni, poi, ha sottolineato che il master prevede che “una seconda parte è dedicata in modo specifico agli aspetti tecnici della blockchain, e alla programmazione degli smart contracts”. Il master in Blockchain ed economia delle criptovalute, promosso da Consulcesi Tech e Link Campus University, è reperibile al link  https://master.unilink.it/blockchain/. Esso si conforma alle norme Uni en 16234-1 e-Competence Framework (e-CF) e Uni 11621 ed è riconosciuto dall’ente di certificazione Aja Europe. Infatti, il master consente il conseguimento delle competenze utili per ottenere la certificazione delle adeguate abilità professionali negli ambiti della blockchain analyst e blockchain specialist. Il master in Blockchain ed economia delle criptovalute, promosso da Consulcesi Tech e Link Campus University, è il primo al mondo a godere di questo riconoscimento. Inoltre, la certificazione in questi particolari specializzazioni, rappresenta un riferimento professionale specifico di mercato e favorisce l’inserimento delle figure esperte di blockchain all’interno di aziende ed istituzioni.

Coronavirus, Paris Blockchain Week Summit rinviato a dicembre. Tutte le conseguenze del virus sulle criptovalute

Il Paris Blockchain Week Summit è stato rinviato al 9 – 10 dicembre. L’evento, programmato per il 31 marzo – 1 aprile, è stato posticipato per far fronte all’emergenza coronavirus. Gli organizzatori dell’evento, infatti, seguendo le linee guida del governo francese, ha disposto il rinvio del Paris Blockchain Week Summit, visti i provvedimenti che vietano gli assembramenti di persone, al fine di evitare il propagarsi del coronavirus. L’avviso del procrastinarsi dell’evento ha sottolineato come la conferenza di presentazione si svolgerà come programmato, con luogo, programma e setup dell’evento che restano invariati. Gli organizzatori della Paris Blockchain Week Summit hanno annunciato che il parterre dei relatori si amplierà. Intanto, tra i convenuti all’evento è possibile notare la presenza di molti volti prestigiosi del comparto industriale, come l’amministratore delegato di Binance Changpeng Zhao, il Ministro delle finanze francese Bruno Le Maire, la fondatrice e amministratore delegato della società blockchain Parity Technologies Jutta Steiner, il CIO di Coinshares Meltem Demirors, il cofondatore e amministratore delegato di Messari Ryan Selkis e il chief scientist di Brave Browser Ben Livshits. Nel frattempo, l’influenza dell’epidemia da coronavirus ha avuto conseguenze importanti sui settori della finanza tradizionale e della blockchain. Infatti, secondo le notizie diffuse da Cointelegraph, moltissimi summit sulle criptovalute e programmati in Asia, sono stati differiti. Inoltre, una mining farm cinese (una struttura attrezzata all’estrazione dei Bitcoins o delle altre criptovalute) è stata costretta alla chiusura. Coinbase, l’exchange americano di criptovalute, e Messari, società di blockchain, hanno invitato i dipendenti a lavarare da casa. In più, Coinbase ha previsto una programmazione, in relazione all’eventuale scoppio dell’epidemia. Il settore delle criptovalute, poi, ha conosciuto un declino importante a fine febbraio, quando l’oro ha fatto segnare il suo decremento più importante, mai registrato dal 2014. Il fenomeno è stato causato dalle importanti svendite, registrate anche nei mercati tradizionali. Infine, l’analista Naeem Aslam e l’amministratore delegato Ian Balinasi sono confrontati con il Cointelegraph, in relazione alle conseguenze che il coronavirus potrebbe avere sul settore delle criptovalute.

 

Il Dottor David Martinelli avvisa: “No a demonizzazione social, TikTok creativo, ma attenzione agli abusi”

500 milioni gli utenti che ne usufruiscono, battendo così Facebook ed Instagram. Si tratta di TikTok, il social del momento. I suoi seguaci prendono il nome di Tiktoker. Le statistiche dicono che più attivi appartengono ad una fascia d’età compresa tra i 7 e i 16 anni, la cosiddetta generazione Z, che raccoglie coloro che sono nati tra la seconda meta degli anni ’90 e i primi dieci anni del 2000. Da qualche settimana si è concluso il “Safer Internet Day”, promosso dal pool legale Consulcesi, da anni punto di riferimento per personale medico e sanitario. La giornata di quest’anno ha avuto al centro il tema della dipendenza digitale, attraverso il supporto dello psichiatra David Martinelli. Il dottor David Martinelli è specialista in dipendenze dal Web presso il Policlinico Gemelli e responsabile scientifico del corso Fad “Internet & Adolescenti: dal cyber bullismo alla web dipendenza”. Si tratta di un corso fruibile anche mediante e – book, rintracciabile sul provider Sanità in – Formazione. Questo corso, sostenuto anche dal Ministero della Salute, è caratterizzato da un progetto educativo e formativo, rappresentato dal film “Sconnessi”, diretto da Christian Marazziti. Il presidente di Consulcesi Massimo Tortorella spiega: “La metodologia dei Film Formazione, lanciata in occasione della pandemia Ebola,  è tra le più scelte dai professionisti della sanità per aggiornare le proprie competenze. In particolare, patologie legate a tematiche di grande rilievo sociale e mediatico che generano vere e proprie psicosi collettive, come l’attuale caso del Coronavirus, possono sfruttare la forza comunicativa e narrativa della cinematografia”. Secondo i dati diffusi da un rapporto curato dalla Fondazione Policlinico Universitario Gemelli – Università del Sacro Cuore, un adolescente su cinque ha stabilito un legame critico con Internet. Le cifre lanciano un allarme, ma il dottor David Martinelli afferma che è inutile negare o demonizzare il Web o i social. La questione, infatti, non va sottovalutata, ma affrontata con soluzione studiate ed efficienti. Il Web ed i social appartengono alla vita quotidiana, caratterizzata da una rivoluzione digitale in corso, ed investe ogni ambito dell’esistenza umana, compresa la salute. Il dottor David Martinelli assicura che ostacolare e rifiutare l’utilizzo dei social ai ragazzi è senza senso; può avere controindicazioni rilevanti. Le soluzioni proposte dal dottor David Martinelli si chiamano preparazione e informazione. Si tratta delle due parole chiave per poter usare la rete in modo responsabile. I primi che devono approfondire la conoscenza nel campo sono i genitori. Secondo il dottor David Martinelli i genitori devono guidare la rivoluzione digital, insegnando ai ragazzi l’uso intelligente dei social. Contro ogni previsione, il dottor David Martinelli svela le potenzialità del social cinese TikTok: è creativo, incoraggia alla velocità e al dinamismo. Ha una struttura chiara e semplice, grazie al suo sistema di Intelligenza Artificiale, stimola la produzione di video di durata variabile tra i 15 e i 60 secondi, con sottofondi musicali, filtri ed effetti sonori. TikTok permette di realizzare video di balli, gag comiche e imitazioni musicali in playback. Il dottor David Martinelli, invita i genitori a scoprire i motivi per cui i figli sono affascinati dai social, ad osservare e realizzare insieme un video da condividere su TikTok. Lo psichiatra David Martinelli esorta i genitori a “conoscere i loro gusti e le loro attitudini”, perché “uno dei metodi per evitare che i ragazzi diventino dipendenti da internet è eludere la solitudine e il senso di isolamento e accorciare le distanze tra la figura genitoriale e i figli, facendo un passo verso il loro mondo”. Dopo l’attività di conoscenza e condivisione, sarà compito dei genitori “educare” i propri figli a staccarsi dal virtuale per tornare nel mondo reale, in modo da approfondire amicizie, rapporti interpersonali, colmando il tempo libero di attività edificanti. Così, il dottor David Martinelli ha lanciato l’idea di chiudere la connessione per un’intera giornata, come avviene nel film “Sconnessi”. È un film presentato presso il Ministero della Salute e che mostra la giornata di una famiglia che trascorre l’intera giornata offline. Il Ministero sta valutando la proposta di lanciare lo #Sconnessiday, idea già avanzata dal team Consulcesi nel 2018, invitando i ragazzi a spegnere smartphone e connessioni per un intero giorno.

 

Roma si prepara alla “Blockchain Week” di marzo

Dal 17 al 21 marzo via alla “Blockchain Week” a Roma dove, in un locale di Via Barberini, sarà possibile conoscere più da vicino le criptovalute, scambiarle e informarsi sull’argomento. La Blockchain Week rappresenta un evento che consentirà un approfondimento sul settore, permettendo un confronto tra esperti, creatori di startup, manager di aziende nazionali ed internazionali. La Blockchain Week, dunque, riunirà tutte le realtà che stanno facendo della blockchain, delle criptovalute e della finanza decentralizzata campi di investimento di notevole importanza per i loro business. E, alla fine, di marzo, proprio a Roma aprirà il primo Bitcoin Cafè europeo e, forse, anche mondiale. Infatti, la blockchain è diventata, con il tempo, la nuova e più grande frontiera di Internet. A dieci anni dalla sua nascita, questa tecnologia, basata sulla logica della catena dei blocchi, è diventata una piattaforma innovativa, in grado di fornire nuove risposte alle necessità di imprese, organizzazioni, consumatori e cittadini. Nell’ultimo decennio, la blockchain ha avuto un’incidenza sui costi dei trasporti, sulla lotta alla falsificazione, sugli scambi commerciali, sulla tracciabilità delle merci, dei comparti della produzione e della distribuzione. La blockchain sta aprendo nuovi percorsi, incoraggiando aziende ed organizzazioni a nuovi e sempre più elevati investimenti. Insieme al 5G, anche la tecnica a blocchi è diventata il centro delle nuove e più avanzate tecnologie. All’interno della Distributed Ledger Technologies, infatti, la blockchain va a creare soluzioni basate su registri e libri mastri condivisi, che ne permettono l’accesso e la lettura da parte di più soggetti presenti nella rete. Registri e libri mastri condivisi, ma inattaccabili ed inaccessibili dagli hacker. Inoltre, la blockchain sta aprendo scenari occupazionali imprevedibili poiché, stando a quanto detto da Linkedin, le abilità sulla tecnologia a blocchi risultano essere le più richieste nel mondo del digitale. Le aziende cercano risorse umane con abilità particolari, senza contare che l’Italia ha investito 30 milioni di euro nella Blockchain e nella Distributed Ledger. E le risorse investite hanno subito un incremento del 100% rispetto al 2018. Le criptovalute, seppur non ancora considerate con fiducia, appartengono stabilmente a piattaforme leader quali Microsoft, IBM, Telegrame e Facebook. Tra gli organizzatori della Blockchain Week a Roma, c’è l’italiano Gian Luca Comandini, docente di Blockchain presso l’Università Guglielmo Marconi, promotore di Blockchain Core, socio della task force per la Blockchain del Ministero dello Sviluppo economico e cofondatore dell’associazione di categoria Assobit. Proprio Gian Luca Comandini ha espresso il suo compiacimento per l’evento che a marzo accenderà di entusiasmo la capitale: “E’ importante che anche l’Italia faccia la sua parte e si affacci da leader nel settore fintech anche nel panorama globale”, poiché consapevole che la blockchain sia il nuovo traguardo del futuro. A tal proposito afferma: “Ormai, banche, governi e multinazionali stanno adattando le proprie infrastrutture monetarie a nuovi concetti di crittografia e decentralizzazione, è un punto di non ritorno”. Comandini profetizza nei prossimi dieci anni “il collasso di tanti sistemi intermediari che hanno causato fin troppe crisi e problemi globali e ad accogliere nel bene e nel male una nuova era di decentralizzazione. Ciò impatterà su tutto, non solo sul nostro sistema economico e monetario che tuttavia è il primo ad essere rivoluzionato”. E ripone la sua speranza nella gente, auspicando che acquisti fiducia nel bitcoin, senza volgere lo sguardo su “altri tipi di monete pseudo – decentralizzate”. Il Professor Gian Luca Comandini sarà in buona compagnia nel corso del suo intervento presso l’hotel Mercure Roma West, dove illustrerà gli effetti della rivoluzione Bitcoin. Infatti, sarà affiancato da esperti italiani e mondiali come: Paolo Ardoino, Cto di Bitfinex e Tether, due tra le eccellenze crypto al mondo; Giacomo Zucco, maximalist ed esperto di Bitcoin; Marco Monaco Blockchain Competence Center Leader di PwC; Massimo Chiriatti, Cto Blockchain & Digital Currencies di Ibm; Alexander Filatov, cofondatorie e Amministratore Delegato di Ton Labs; Marcello Minenna; Federico Tenga, cofondatore di Chainside. La tecnologia bitcoin appartiene ormai a molti brand di grido e sta evolvendo anche in Italia dove SIAE, SIA, Barilla, Mediolanum, Consorzio Arance Rosse di Sicilia stanno compiendo test per verificare la sua futura applicazione.

Quali sono le abitudini di noi italiani quando dobbiamo scegliere come curare il nostro benessere? Quali sono i tipi di farmaci che solitamente scegliamo di acquistare in farmacia? La fotografia arriva dai recentissimi studi sull’argomento effettuati da Iqvia, il provider globale in ambito sanitario e farmaceutico. Secondo uno studio che si focalizza in particolare sul mercato totale dei prodotti venduti nelle farmacie italiane, Iqvia dichiara che gli italiani nel 2019 hanno acquistato prodotti in farmacia per un fatturato totale pari a 24,2 miliardi. Questo dato però è in lieve calo rispetto quello riferito all’anno precedente (cioè il 2018), quantificato in un – 0,7%. Ma andando a guardare più nel dettaglio, il provider si concentra nel mettere a nudo tutte quelle che sono le nostre abitudini in fatto di acquisti in farmacia. Andando quindi a scorporare i dati totali e suddividerli per sezioni, si nota come gli acquisti di medicine da prescrizione (denominato ‘comparto etico’), mantenga ancora una buona percentuale di acquisto, quantificata in 58,6% dei prodotti venduti. Nel 2019 però, tali acquisti vedono una flessione dll’1,3%, con una perdita totale del fatturato pari a circa 180 milioni di euro. Ma quindi da cosa è rappresentata la crescita del mercato dei prodotti acquistabili in farmacia? A far segnare una flessione positiva, sono invece i prodotti inscrivibili all’interno del cosiddetto ‘reparto commerciale’, cioè gli integratori e i prodotti per la cura della persona. Nel 2019 abbiamo acquistato cosmetici e creme in farmacia più dell’anno precedente. La ragione, come osservato dagli esperti Iqvia, è riconducibile ad un crescente bisogno di qualità da parte dei clienti, che oltre all’acquisto di prodotti di alta fascia per la cura della persona, cercano anche il consiglio di esperti spesso reperibili proprio all’interno di farmacie di fiducia. A segnare un calo invece, sono anche il mercato dei prodotti per la nutrizione – come ad esempio gli alimenti per celiaci o il latte in polvere – e i prodotti parafarmaceutici – ad esempio termometri, siringhe, ecc. -. In particolare i prodotti per celiaci venduti in farmacia devono fare i conti con la concorrenza della grande distribuzione che avanza inesorabile (nei supermercati forniti, i prodotti per celiaci sono solitamente reperibili a costi più bassi rispetto quelli proposti dalle farmacie). Infine, un altro dato positivo viene registrato da Iqvia: in Italia, a differenza di ciò che sta accadendo in molto altri paesi – come la Germania o l’Inghilterra ad esempio – aprono sempre più punti vendita. Solo nell’ultimo anno sono nate circa 300 nuove farmacie, il cui fatturato va naturalmente ad impattare positivamente sulla redditività totale di questo settore.